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Conversazioni con Pupul Jayakar - BR83CPJ1-2-V-ITA-SET

Conversazioni con Pupul Jayakar - BR83CPJ1-2-V-ITA-SET

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Che cosa produrrà un cambiamento nel cervello umano?

Prima conversazione con Pupul Jayakar - Brockwood Park - Inghilterra - 24 giugno 1983

C’è soltanto il pensiero, e non il pensiero orientale o quello occidentale. L’espressione del pensiero può essere differente in India e in Occidente ma rimane sempre un processo di pensiero.

Cos’è che produce un cambiamento nel cervello umano?

Che cosa indurrà gli esseri umani a cambiare il modo in cui si comportano? Questa brutalità atroce, cosa cambierà tutto ciò? Chi lo cambierà?

Mio figlio è morto, questo è un fatto. Non posso cambiare un fatto; lui se ne è andato. Suona crudele a dirsi ma se ne è andato. Eppure io lo porto sempre con me. Il cervello lo porta con sè nella memoria e il ricordo è sempre lì. Non dico mai, “Se ne è andato, è un fatto”, ma vivo con i ricordi che sono cose morte. I ricordi non sono cose reali.

L’insight è la totale assenza dell’intero movimento del pensiero, come tempo, ricordo e pensiero.

Siamo consapevoli che siamo prigionieri delle nostre stesse fantasie, immaginazioni, conclusioni e idee?

Come si può avere un movimento di energia costante, non dissipato dal pensiero, da alcun tipo di attività?

Perché abbiamo paura di essere niente?

Seconda conversazione con Pupul Jayakar - Brockwood Park - Inghilterra - 25 giugno 1983

C’è, o ci può essere, nel cervello umano uno spazio senza fine, un’eternità fuori dal tempo?

La mente è una dimensione completamente differente che non ha alcun contatto con il pensiero. Il cervello, quella parte del cervello che ha funzionato come strumento del pensiero, quel cervello è stato condizionato. Fintanto che quella parte del cervello rimane in quello stato non c’è comunicazione con la mente.

L’insight è possible solo quando c’è la cessazione del pensiero e del tempo.

Se c’è un suono verbale, io non sto ascoltando, sto solo capendo le parole. Ma tu mi vuoi comunicare qualcosa di più delle parole.

La psiche è un insieme di ricordi, e questi ricordi sono morti. I ricordi lavorano, funzionano, ma sono il risultato dell’esperienza passata, che è finita. Io sono un movimento di ricordi. Se ho un insight in in tutto questo, io non sono niente, non c’è niente. Io non esisto.

La fine del movimento che è la psiche, che è tempo-pensiero, la fine di ciò è essere niente. Il niente allora contiene tutto l’universo, non le mie meschine piccole paure, le ansie, i problemi, il dolore. Dopo tutto, niente significa l’intero mondo della compassione.

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